venerdì, dicembre 19, 2008

*unidentified flying object*

E ci credo!
Sono convinta che esistano oggetti volanti non identificati che si aggirano nei nostri cieli; di sicuro c'è qualcuno, qualcosa, che si fa grosse risate nel vedere le nostre storie intricate ingarbugliarsi ogni giorno di più.
Penso a "Le tre stimmate di Palmer Eldrich", di Philip Dick dove i coloni si divertono a trasportare le loro vite in personaggi che vivono in una maquette gigante della vecchia magnifica terra.
L'universo sarebbe troppo piccolo se fosse abitato solo da noi; e noi saremmo troppo stupidi per rovinare tutto ciò che ci appartiene con le nostre mani.

Però mi piace attribuire l'aggettivo UFO anche a quei fenomeni, situazioni, che non riesco a spiegare in nessun modo. Situazioni che riguardano i sentimenti, che rimangono sospese nell'aria indecise se rinchiudersi in archivi classificate come X-files o se rimanere li galleggianti, aspettando che qualcuno se ne occupi e tenti invano di risolverle, accomodarle, giudicarle.
In questo caso mi sento proprio come scully (da qui il mio nick); una scienziata che vorrebbe razionalizzare qualcosa di metafisico, qualcosa che ha rinchiuso nella sua stessa definizione il fascino dell' essere tale.

martedì, dicembre 16, 2008

*bunjee jumping*

Di solito mi pento delle cose che non ho fatto, per cui tempo fa ho stabilito di non farmi mancare più niente, agisco con l'istinto e senza ponderare le cose in partenza. Ho provato a ribaltare la mia versione paranoica della vita cercando di tendere al Buddha.
Il bilancio che posso fare fin'ora è in parte positivo; ho guadagnato qualche momento di piacevoli sorrisi ebeti, di testa tra le nuovle e spensieratezza.
Tutto sembra (quasi) azzerarsi subito dopo: emozioni in pillole.
Potrebbe essere un salto pazzesco ed elettrizzante oppure potresti sentire un forte colpo alla schiena.
Verrebbe da concludere che è meglio una lenta salita verso una vetta agognata: lungo il cammino apprezzi i dettagli, in cima guardi il mondo intero dall'alto.
E l'orizzonte è davvero lontano.

martedì, dicembre 09, 2008

*il delfino ci ha uniti*

In filosofia il fatalismo è la concezione che considera le vicende del mondo governate da un destino prestabilito, già determinato.

Mi sono accorta di essere completamente affidata a questo pensiero.
Ora si tratta di capire se non mi succede ciò che mi aspetto perchè nel mio destino non è previsto che succeda e quindi posso solo essere trasportata dagli eventi, oppure se quello che non mi succede è un segno che devo dirigere lo sguardo da tutt'altra parte.
Chiamasi "grande abbaglio".
Insomma non potrebbero esserci dei segnali più concreti? Almeno potrei mettermi l'anima in pace ed aspettare (oppure no) serenamente.
E' confermato che i linguaggi dei delfini sono molteplici e complessi.