mercoledì, novembre 26, 2008

*sorry, i'm not interested*

Sono fissata con le parole, la comunicazione; questa per me potrebbe essere la stagione dei "discorsi mancati".
Non so se esista un modo per definire quella regola che determina che succeda tutto il contrario di ciò che vorresti.
Vorrei parlare, comunicare per conoscere, e per presentarmi senza per forza essere schedata dal mio modo di essere e da ciò che faccio. Mi piacerebbe che ci fossero degli scambi culturali prima che alchemici...insoma cambiare il mio punto di vista e di osservazione degli altri.
E invece è la stagione (ma forse è il decennio) di chi non è assolutamente interessato a comunicare verbalmente. Riesco a farlo più semplicemente con le donne, ho scarsissimi risultati con gli uomini, del tutto disinteressati. In questo caso i silenzi sono più eloquenti di molte parole.
E' demotivante l'interferenza della fisicità e dell'immagine...ma c'è chi si adatta per non essere escluso.
E la specie sopravvive.

venerdì, novembre 14, 2008

*less is more*


Un grande architetto come Mies Van der Rohe ha fondato la sua poetica architettonica su questo motto. Rappresenta la pulizia nella forma, l'eleganza della sintesi nell'associazione degli elementi.
Tutto è preciso e comprensibile; si capisce perfettamente l'obiettivo dell'architetto, dove vuole arrivare.
E' il minimalismo.

Apprezzo molto chi usa poche parole ma precisamente collocate in un discorso perchè facciano capire all'interlocutore il motivo per cui la bocca è stata aperta.
Mi rendo conto di ascoltare spesso frasi con parole messe a caso, disordinate e di poco effetto...insomma gente che parla tanto ma non dice niente.
Sono io che fatico a capire o siamo nell'epoca del "senza senso"?
Forse nessuno vuole più realmente comunicare e tenta di confondere le idee con raffiche di sonorità vocali.
Diffido degli elargitori di parole.

giovedì, novembre 13, 2008

*aspettando il sole*


"La tele resta spenta e non la guardo più ho un nodo in gola che è difficile mandare giù, fumo un po', sposto via la tenda, cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda, la nostalgia che sale lentamente come mai io penso a te mi chiedo adesso dove sei cosa fai, chissà se tu avrai mai pensato a me, al nostro fuoco che bruciava e mo' è cenere. Ma tutto passa piano e pure se fa strano io sorrido perché so che oggi non ti chiamerò, quel che viene venga e mi sta bene quel che è stato è già passato e mo' il passato se lo tiene, e piove già da un tot, la pioggia bagna la mia pelle ma mi asciugherò perché so che il tempo è ciclico e so che un po' di tempo è quello che ci vuole mentre un guaglione sta scacciando il male sta aspettando il sole...Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci, voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione......e oggi è come ieri ma forse è un'impressione frutto della mente di un guaglione sarà che non c'è il sole sarà che tutto sembra resti uguale sarà quel che sarà sono preso male ma nessuno chiama e non so chi chiamare cerco di schiodarmi e penso solo a quello che ho da fare uh Gesù Gesù, sono io la vittima dei demoni che tornano e che vengono a tirarmi giù i miei cattivi pensieri che mi aspettano braccano [...]"


"[...] sempre più difficile restare calmo in questa situazione sclero, non ne voglio più parto da zero so che in qualche modo devo andare su [...]"