mercoledì, giugno 03, 2009

*turbolenza*

Non penso molto da un po'.
In questi mesi di silenzio nel mio blog ho avuto molto tempo, ma mi son concentrata solo su poche cose, persone. Ho cercato di coltivare con cura le mie rose. E ho avuto anche alcune soddisfazioni.
Se guardo indietro, a un'anno fa, son felice di come ho trascorso questo tempo; alcuni volti son cambiati, altri son sempre gli stessi, ma il bilancio è serenamente positivo dentro e fuori me.
Ho subito il primo intervento; pensavo potessi morire di paura e invece non l'ho ancora provata quella sensazione.
Sto affrontando un cambiamento importante, forse il primo passo verso qualcosa di veramente mio.
E mi tremano le gambe come sempre.
Tutta la vita è una turbolenza ed è solo destabilizzandoci che troviamo il modo per stare in piedi.


Forse sarà una nuova primavera per il mio blog.


sabato, gennaio 24, 2009

*waterfall*

Possiamo dare una svolta alla nostra vita?

Mi ha colpito una frase in un libro di Nick Hornby. C'entra una vasca piena d'acqua. Se togli il tappo l'acqua non ha scelta, va dritta verso lo scarico.
Mi chiedo se arrivati ad un certo punto della nostra vita sia possibile in qualche modo proiettarci verso un'altra direzione, verso un cambiamento, svoltare.
Non mi riferisco ai cambiamenti fisici del nostro corpo, del luogo in cui decidiamo di vivere o delle persone con cui ci relazioniamo quotidianamente. Penso piuttosto al nostro modo di essere.
Una cara amica che ha studiato l'argomento un giorno mi ha rivelato una verità: "Se un uomo nasce ladro, lo sarà per sempre. Potrà non rubare, ma agirà in modo che la sua personalità sia quella del ladro".
...
Quest' affermazione mi ha un po intimorito e mi ha dato di che pensare; mi rendo conto che nonostante ce la metta tutta per cambiare alcuni dettagli, le chiamerei sfumature, del mio modo di essere, faccio davvero fatica ad essere costante nel portare avanti questo mio obiettivo. Quando analizzo lo stato di avanzamento del lavoro mi accorgo che il mio progetto non si sviluppa, rimane sempre al punto di partenza.
Quando uno è debole, ha bisogno di un supporto, di una "struttura d'irrigidimento" che per forza di cose deve provenire dall'esterno, dev'essere un surplus.
Il cemento è l'aggregazione di leganti idraulici che miscelati con l'acqua si uniscono e diventano adesivi, collanti. Era usato anche dagli egiziani ma non in edilizia, sarebbe stato troppo fragile. Solo alla fine del 1800 un giardiniere provò a unire delle barre di acciaio al cemento e capì che i vasi che creava si rompevano meno facilmente.
E ora la maggior parte delle costruzioni di tutto il mondo utilizza questa tecnica.
Il cemento non è più lo stesso da quando collabora con l'acciaio.